Logistica

Quanto ti costa davvero un giro di consegna

Furgone su un percorso di consegna con tappe e contatore dei chilometri

Quasi tutti sanno quanto vale un ordine. Molti meno sanno quanto costa portarlo. Ed è nella differenza tra questi due numeri che si decide se un cliente è profittevole o se lo stai rifornendo per abitudine.

Le voci che compongono il costo

Il costo di una consegna non è il carburante. È la somma di quattro voci, e tre su quattro vengono quasi sempre dimenticate:

  • Il mezzo: ammortamento o canone di noleggio, assicurazione, bollo, manutenzione, gomme. È un costo che corre anche quando il furgone è fermo in cortile.
  • L'autista: costo orario pieno, non lo stipendio lordo diviso le ore teoriche. Le ore di guida, di carico e di attesa costano uguale.
  • Il carburante e i pedaggi: l'unica voce che tutti calcolano, e di solito la più piccola delle quattro.
  • Il tempo perso: il locale chiuso, la finestra di consegna che obbliga a passare in un certo orario, il parcheggio in centro, il cliente che controlla la merce pezzo per pezzo.

Il conto che nessuno fa

Prendi un giro reale: durata dalla partenza al rientro, chilometri percorsi, numero di consegne effettuate. Somma le quattro voci sopra per la durata del giro, e dividi per le consegne. Ottieni il costo medio di una consegna su quel giro.

Adesso confronta quel numero con il margine delle bolle di quel giro, non con il loro valore. Il risultato tipico è che due o tre consegne su dieci non ripagano il costo di servizio: sono ordini piccoli, spesso in zone marginali, spesso di clienti storici a cui nessuno ha mai messo in discussione la frequenza di passaggio.

Attenzione al ragionamento sbagliato

«Tanto il furgone quel giro lo fa comunque» è vero solo finché il giro esiste per altri motivi. Se un cliente ti fa allungare di venti chilometri e quaranta minuti, il costo di quella deviazione è tutto suo, e va confrontato con il margine che porta.

Cosa si può fare senza perdere clienti

  • Cambiare frequenza invece che cliente: passare da due consegne a settimana a una, con ordine minimo più alto, spesso salva il rapporto e il margine insieme.
  • Raggruppare per zona: se due clienti nella stessa via ricevono in giorni diversi, stai pagando due volte lo stesso tratto di strada.
  • Introdurre una soglia di ordine minimo, o un contributo di consegna sotto soglia, comunicato come regola generale e non come misura contro un singolo.
  • Riordinare le tappe in base a orari di apertura reali, non all'ordine in cui sono state inserite anni fa.

La pianificazione dei giri fatta a mano ogni mattina è il punto in cui questi accorgimenti si perdono: chi la fa lavora per chiudere il giro in tempo, non per ottimizzarlo. È esattamente il tipo di calcolo che conviene far fare al sistema, lasciando alla persona la decisione finale.

Se vuoi vedere come funziona quando è il gestionale a proporre i giri, ne abbiamo parlato nella pagina sui giri di consegna con AI.

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